Archive for January 20th, 2007

MRAM: cosa sono?

Tra un po’ ci si potrebbe chiedere cosa fossero le memorie “Eeprom-Flash”, che hanno spopolato dalla fine degli anni ‘90 fino al 2007-2008 come supporti di archiviazione di massa relativamente veloci a scrivere, ma assetate di energia.
Non ci credete? Leggete bene il titolo di questo articolo: “MRAM: cosa sono?” e capirete che nel mercato dell’elettronica si sta diffondendo un nuovo tipo di ram, ma questa volta non di tipo volatile.
Quello che vi sarete chiesti ora è “cosa? Non volatile?”: è la stessa cosa che mi sono chiesto anche io informandomi su questo nuovo tipo di memoria di massa.
Come tutti sappiamo (o almeno dovremmo sapere), lo svantaggio principale delle x-ram (dove x è sostituito da una lettera che ne identifica il tipo) è quello di perdere tutti i dati se private dell’alimentazione, effetto gradito se i dati non devono essere per forza conservati, ma non proprio utile in molti casi (es: un breve black-out può cancellare il proprio lavoro se il computer non ha un gruppo di continuità).

La nuova tecnologia
Bene, sicuramente molti di voi avranno capito che “M” sta per magnetico, ed è proprio questa apparente vecchia tecnologia a rendere le moderne MRAM.
Ovviamente non credete che si tratti di memorizzare le informazioni su una sottospecie di disco rigido, anzi praticamente questo tipo di memorie sono allo stato solido (cioè niente viti, bulloni, DISCHI, TESTINE, ecc…); la tecnica che usano è quella di ruotare delle microscopiche scagliette resistive a seconda del bit da memorizzare; la rotazione ne determina la resistività, e di conseguenza lo stato logico. Questa tecnica di memorizzazione ha conseguenze importanti per la diffusione di questo tipo di memorie: a scapito di una velocità di lettura/scrittura leggermente inferiore a molti altri tipi di ram, rende i dati memorizzati non volatili e reperibili anche dopo molto tempo.
Oltre al vantaggio di essere memorie non volatili, ci sono altri vantaggi insiti in questo tipo di tecnologia:

  • Numero di cicli di scrittura illimitato (nelle memorie EEeprom il numero di scritture garantite è di 100000 cicli, mentre nelle memorie Eeprom-flash è di soli 1000 scritture).
  • Possibilità di risparmio energetico, disattivando l’alimentazione al banco mram non utilizzato.
  • Non è necessario un refresh come nelle dram, con il conseguente aumento di velocità nei cicli di lettura/scrittura, e anche un consistente risparmio energetico.
  • Non è necessario generare una tensione elevata (12 volts per le flash) per memorizzare i dati.
  • Il picco di corrente assorbita in fase di scrittura è limitato alla singola cella, ed è irrisorio rispetto alle memorie flash.
  • La dimensione totale dell’apparecchio è ridotta in quanto non servono circuiti ausiliari, come elevatori di tensione, dispositivi di refresh e grossi condensatori per evitare la perdita di dati per un calo di tensione.

Logicamente questo tipo di ram non ha solo vantaggi, anzi il suo svantaggio che tutti avranno capito è sicuramente la necessità di tenere al riparo i dati dai campi magnetici (ma tanto in un computer devono essere ridotti per via dei dischi rigidi).
Ovviamente questo argomento non può essere esaurito in così poco tempo, ma almeno spero di avere chiarito cosa si preannuncia nel prossimo futuro.
Per chi volesse maggiori informazioni, può consultare il sito della freescale in alternativa si può consultare la rivista “Fare Elettronica” del Novembre 2006.

Aurore:
Pettenuzzo Marco

January 20 2007 | Hardware and Recensioni | No Comments »