Di recente e’ stata presentata una class-action per l’uso indebito e fuorviante del bollino Microsoft che garantiva la compatibilita’ dei pc al nuovo Vista, il “Windows Vista Capable”.
Da parte dei consumatori, Microsoft sarebbe rea di aver affisso quel bollino per incitare nell’acquisto gli utenti ignari cosi’ da fargli credere di avere un pc gia’ preddisposto per l’ambiante grafico di Vista. Inoltre, accusano l’ MS di ingiustificare tale certificato in quanto la differenza tra il Vista Home X e la versione XP sarebbe minima.
La risposta di Microsoft arriva per le rime, com’e’ di consueto; secondo le sue “intenzioni” il bollino garantiva la compatibilita’ con la versione Home Basic senza il supporto di Aero (interfaccia grafica di Vista, ndr) e che non sono assolutamente fondate le critiche inerenti alla non-diversita’ tra le due versioni (Vista-XP). Aggiunge poi che con il nuovo sistema operativo si sono effettuati miglioramenti nell’ambito grafico, sicurezza, affidabilita’, gestione del PC e organizzazione, gestione e ricerca delle informazioni.
Ora non ci resta che attendere se la class-action verra’ accolta o meno dai tribunali americani.
November 25 2007 | != Linux | No Comments »
Due giorni fa’ (mi scuso per il ritardo) era uscito un curioso News nel portale del Corriere della Sera il quale riportava una valutazione in chiave economica del pulsante “Mi sento fortunato” di Google.
Statisticamente questa opzione viene usata da l’ 1% degli utenti e siccome Google ricava delle percentuali in base ai link visualizzati nella pagina di ricerca questo gli fa’ perdere la bellezza di 110 milioni di dollari annui. Ma allora, si chiedono molti investitori, perche’ mantenere questa opzione?
Ebbene, al riguardo si sono espressi Sergej Brin, co-fondatore di Google, e Marisa Mayer, vice presidente dell’azienda di Mountain View:
Sergej Brin ha dichiarato che l’opzione non viene effettivamente molto usata ma fa’ parte di un progetto molto ambizioso che Google si porta dalla sua fondazione; ovvero, sviluppare un motore di ricerca in grado di restituire come primo risultato cio’ che l’utente effettivamente desiderava.
Marisa Mayer aggiunge alle dichiarazioni di Sergej Brin che tale opzione sta’ a ricordare che in Google lavorano delle persone con i propri principi che non possono essere scavalcati da rigide regole commerciali.
Sembra proprio che per Google la sua vera fortuna sia quella di avere un’idea propria di cosa vuol dire “interagire con gli utenti” arrivando ad accantonare in parte le esigenze commerciali.
Complimento Google!
November 25 2007 | Internet | No Comments »