Archive for April, 2008
Questa e’ una di quelle notizie che rendono felici la gente come me e Klez e tutti coloro a cui piace programmare in Java. La Sun, infatti, sta programmando di rendere tutte le librerie di Java sotto licenza GPL2.
Al momento attuale, sono solo il 4% del totale che hanno porzioni di codice proprietario, il restante e’ gia’ attualmente sotto licenza GPL2 e dirette dal progetto openJDK. Rich Sands, Manager del gruppo di sviluppo marketing della Sun, ha affermato:
Fino ad oggi Ubuntu e altre distribuzioni Linux hanno distribuito Java come un componente separato, alla stessa stregua dei software commerciali.
Una volta che Java sara’ integralmente open source, potra’ essere distribuito come parte di Ubuntu e di altre varianti di Linux.
Chiaramente la societa’ sta trattando anche con Novell e Fedora Project oltre che alla Canonical.
L’obiettivo, sembra essere piu’ che altro, affermare sempre di piu’ la posizione di Java a scapito di altri linguaggi (ad esempio .NET di Microsoft) ed attingere sempre piu’ sviluppatori impegnati nell’open source.
April 28 2008 | Software | No Comments »
Il comunicato della PLIO e’ stato pubblicato gia’ il 18 aprile… me ne scuso… Ecco il comunicato ufficiale: L’Associazione PLIO annuncia che i download della versione italiana di OpenOffice.org hanno superato il traguardo di un milione di unità in soli 107 giorni - circa tre mesi e mezzo - dall’inizio del 2008, a una media di oltre 9.300 download al giorno. Impressionante il ritmo dall’annuncio di OOo 2.4, visto che in 23 giorni i download sono stati più di 370.000, pari a una media di 16.900 al giorno.
“Ci siamo distratti un attimo per preparare il nostro pesce d’aprile, e i download di OpenOffice.org hanno incominciato a galoppare: il ritmo quotidiano è raddoppiato rispetto a quello della versione 2.3 e quadruplicato rispetto allo stesso periodo del 2007. In tutto questo, c’è probabilmente l’impatto delle novità legate alla comunità italiana - gli strumenti linguistici e l’esportazione in formato PDF/A - che stanno convincendo un numero sempre più ampio di utenti a provare OpenOffice.org per scoprire tutti i vantaggi del software libero”, afferma Davide Dozza, Presidente dell’Associazione PLIO.”
Negli ultimi 365 giorni, i download di OpenOffice.org sono stati 2.300.000, e oggi crescono a una media superiore a 10.000 download al giorno (la differenza tra la media attuale, che è di 17.900 unità al giorno, e quella dello stesso periodo del 2007, che era di circa 5.000), per cui è possibile che il traguardo dei tre milioni di download in dodici mesi - previsto per la fine del 2008 - venga superato con largo anticipo alla fine del mese di luglio.
Gli ultimi mesi dell’anno potrebbero addirittura nascondere nuove sorprese, visto che in autunno è previsto l’arrivo di OpenOffice.org 3.0 con le sue numerosissime novità, e con una versione nativa per Mac OS X Aqua che amplierà ulteriormente il bacino degli utenti a una tra le piattaforme hardware che stanno crescendo di più sul mercato.
April 25 2008 | Software | No Comments »
Non si e’ finito di parlare della guerra dei formati e di prendere famigliarita’ con il Blu-Ray che gia’ si pensa al “dopo”.
All’universita’ di Swinburne, il team diretto dal prof. Min Gu, sta’ portando avanti la ricerca per riuscire a portare la capienza di un formato standard CD fino al petabyte. La ricerca e’ finanziata dalla Samsung e si spera che dia frutti almeno nei prossimi 5 anni (il tempo di “vita” stimato per il formato Blu-Ray si aggira, appunto, tra i 5-10 anni).
L’idea tecnologia di base sfrutta le potenzialita’ delle nanostrutture (attraverso la loro polarizzazione) e del multilayer. A tale proposito, James Chon, membro del team, spiega:
Un CD ha uno spessore di 1,2 millimetri. Le informazioni sono memorizzate in uno strato spesso meno di un micron. Dunque, il 99.9 per cento dello spessore e’ sprecato. Gli attuali DVD a doppia faccia gia’ impiegano fino a 4 livelli, ma il team ha subito dimostrato che possono facilmente essere incrementati: i ricercatori ne hanno inseriti 52.
E, conclude il prof. Min Gu:
Si tratta solo di prove per dimostrare i principi. Se solo avessimo voluto, saremmo potuti arrivare a 200, anche a 300 livelli”
Se questa tecnologia trovera’ effettivo sfogo nel mercato, si dovranno rivedere, nuovamente, standard d’uso e tecnologia adatte ad esso. Ma questa e’ un’altro paia di maniche :P
April 10 2008 | Hardware | No Comments »
Che Adobe si stesse impegnando nel campo dell’interoperabilita’ tra i vari OS era palese, ora piu’ che mai. Di recente infatti, la societa’ ha rilasciato una prima versione alpha del suo framework AIR (Rich Internet Application) per ambienti Linux.
Questa applicazione consente di sviluppare applicazioni .air per gli ambienti desktop come fossero applicazioni native dell’ambiente. Se il concetto non vi e’ ancora chiaro, pensate all’interoperabilita’ di Java.
Adobe, da canto suo, mette a disposizione SDK di Flash, Flex ed Ajax; mentre il pacchetto AIR SDK e’ ancora limitato agli ambienti Win e Mac.
Tuttavia il reparto applicazioni per AIR e’ gia’ ben fornito (anche se la maggior parte di esse sono state sviluppate dallo staff stesso), tuttavia si possono trovare gia’ plug-in per Dreamweater e Flash CS3.
Mi auguro che questo sia il primo di molti altri passi all’apertura di Adobe nel mondo *unix.
Test
Ho provato per l’occasione la versione AIR alpha for Linux su OS openSUSE 10.3 e la versione 1.0 per Windows (nello specifico, Windows XP).
L’impressione generale e’ che lo staff abbia ancora molto lavoro da fare per rendere stabile il framework anche per ambienti Linux; tuttavia la versione stabile 1.0 per Windows risulta essere affidabile, il che fa’ ben sperare.
Le applicazioni si integrano egregiamente nell’ambiente (in entrambi i casi), sebbene nella versione alpha vi siano alcuni problemi di setup ~a tal proposito voglio dare il consiglio di eseguire le applicazioni tramite bash cosi’, in caso di crash, e’ piu’ agevole terminare l’applicazione~
Un fattore non da meno importante, e’ la gestione delle risorse, specialmente la memoria. Ogni applicazione installata gestisce il proprio quantitativo di memoria indipendentemente dagli altri, risulta cosi’ piu’ semplice la loro gestione e l’analisi di “consumo”.
La tabella sottostante mostra un’ esempio di allocamento della memoria fisica in due ambienti differenti per tre (scelte casualmente) applicazioni testate:
Il test effettuato mostra il diverso quantitativo di memoria impiegata non solo a seconda delle
applicazioni ma anche dall’OS stesso.
Per concludere, menziono il fatto che AIR gestisce autonomamente, oltre all’installazione, anche la disinstallazione delle applicazioni presenti.
Adobe, inoltre, fornisce alcuni plug-in per Dreamweater e Flex per creare direttamente applicazioni AIR-compatibili;
forse questo e’ l’aspetto meno invitante del progetto…
April 10 2008 | Recensioni and Software | No Comments »
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