VirtualBox 2.2.0: ed OVF fu’!
Mercoledì scorso, l’8 aprile, la Sun ha rilasciato l’ultima relase di VirtualBox, la 2.2.0.
Moltissimo il lavoro svolto in questi mesi e tra le molte novità spicca prepotente la nuova opzione di import/export delle Virtual Machine, uno dei talloni d’ Achille che ancora affliggeva la suite. Ma andiamo con ordine, questa versione principalmente porta:
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New features:
- Supporto per il formato OVF e dell’opzione import/export delle VM
- Modalità Host-only: in pratica un simulatore di reti per le VM
- AMD-V/VT-x posti come default nella creazione di nuove VM
- OpenGL 3D implementato anche per guest Linux e Solaris
- Supporto USB di default nella creazione di nuove VM
- Supporto migliorato per il formato VMDK
- Diminuzione del lavoro per la CPU nel supporto delle USB

Bug fixed:
Focus on: OVF (Open Virtualization Format)
L’OVF è un formato creato quasi su “richiesta” da parte di VMware, XenSource, IBM, etc.. alla DMTF, società che gestisce alcuni standard per l’amministrazione dei sistemi IT.
L’ OVF di per se, non è un vero formato come lo si potrebbe intendere (non vi si può applicare la stessa idea di odt, per esempio), ma piuttosto un pacchetto di regole nella gestione dei sistemi alla base delle VM. Per questo, il formato può essere applicato a qualunque architettura emulata e gestito in modo univoco.
Come detto prima, questa versione di VB supporta il formato OVF, sebbene non del tutto.
L’export di una macchina virtuale crea un file *.OVF che contiene molte specifiche della macchina virtuale salvata, ad esempio il collegamento del Floppy e la gestione dell’ HD. In aggiunta viene creata una copia dell’ HD in formato *.VMDK, per ovvie ragioni :) .
Purtroppo però non è tutto oro quel che luccica, ed in questa prima versione vi sono alcune lacune di supporto:
- L’export/import di una VM può non avere le medesime caratteristiche di setup, questo è dovuto al mancato export dei file di configurazione *.XML
- La localizzazione non è ancora supportata (multilingua)
- Manca il supporto dei pacchetti OVA (lo saranno nelle versioni successive)
- L’import di file remoti tramite protocolli HTTP o FTP non è ancora possibile
Prima di vedere un’ esempio pratico, aggiungo una precisazione: con questo metodo non è possibile importare le VM create con versioni precedenti (<2.2.0). Se volete farlo, è bene seguire questa guida.
Nell’esempio la “cavia” è una VM con OS FreeDOS; non sto a dirvi le specifiche, le potrete vedere nelle immagini di import :)


step 1: selezioniamo la VM vittima, impostiamo le informazioni, dove salvare la VM-copia e con quale formato OVF (la versione 0.9 vi garantisce un supporto generale).


step 2: import della VM con eventuali modifiche “al volo”, fatto questo, run your VM and enjoy!! :D
Per il momento è tutto! mi raccomando, usatelo con cautela, non eccedete troppo :) 8)
April 10 2009 | Hardware and Internet and Software and VM | 2 Comments »


