Come molti di voi già ben sapranno, Google Chrome Frame (CF) è un plug-in per Internet Explorer 6, 7 e 8 in grado di migliorare le performance di questo browser. Il programma appartiene al progetto “chromium” il quale punta alla diffusione del browser web di casa Google (Chrome, per l’appunto) ed al suo sviluppo.
Detta dagli esponenti di Google, CF permette il supporto a IE di HTML5 ed una migliore gestione di JavaScript, il tutto per consentire l’uso dei servizi avanzati dell’azienda di Mountain View (Wave ed Apps sono due esempi).
Microsoft, da canto suo, ha dichiarato la sua contrarietà in merito:
I plug-in sono il più delle volte una porta aperta ad attacchi e come tale lo è anche Google Chrome Frame. Si tratta di un rischio che non consigliamo di prendere ai nostri amici e parenti”
Posizione d’altronde lecita, evitabile se MS cominciasse a “standardizzarsi” anche solo rispettando i protocolli dei linguaggi U.U, che però riscontra delle inequivocabili constatazioni: IE8 + CF è quasi 10 volte (9.8 per l’esattezza) più performante del solo IE8 nell’accesso ai servizi Google [1], mica male!.
Ora però, sembra che Google voglia puntare anche ad altri browser, Firefox in primis.
Per il momento è pura speculazione, in quanto non vi è alcun annuncio ufficiale ma solo la “possibilità nel farlo”:
“Il codice per farlo è presente, senza dubbio, ma non è una prova che vogliano rilasciare una versione di Chrome Frame per Firefox”
A dirlo è Mike Shaver, vicepresidente della progettazione alla Mozilla, ed aggiunge:
Google ha semplicemente deciso di non presentare la versione del plug-in compatibile con Opera o Firefox e spero che non lo facciano
La suddetta possibilità agita le acque anche in casa Mozilla e può rendere ancora più precario il rapporto con Google (la quale è una delle principali aziende che finanziano Mozilla).
Personalmente trovo la questione alquanto difficile: una brodaglia di “browser nel browser” può generare alla lunga difficoltà e problemi non solo per gli utenti, ma anche per i web-developer (per quei poveri utenti che ancora usano IE è invece una possibilità per passare ad un browser migliore).
Staremo a vedere….
Vi siete mai chiesti quanto sia 10e8 (1.000.000.000) materialmente???Difficilmente si riesce a capacitarsene, ma rende comunque l’idea di “enormità” ed i creatori di FF se ne saranno fatti sicuramente un’idea :)
Pensare ora che nel corso di 5 anni (la prima versione venne rilasciata nel 2004) Firefox sia stato scaricato così tante volte fa’ d’avvero impressione! Per carità, non sono download univoci, a quest’ora IE non esisterebbe più ;), ma lascia l’occasione per farci riflettere.
Perché così tanto successo?
La Mozilla Suite, come dal resto tutta la Mozilla Foundation, era partita quasi da zero (dalle ceneri di Netscape per l’esattezza) e non era che poco più di un prodotto di “nicchia” per alcuni utenti (circa 3e6).
Tutta la Mozilla Suite non è cresciuta grazie alla distribuzione forzata negli OS (Firefox c’è di default nelle distro Linux, ma non è l’unica soluzione!) oppure con servizi ad-hoc. Essa si è fatta valere grazie al suo valore e l’impegno di chi ci ha creduto, tutti noi.
L’evoluzione ed il sempre più grande consenso da parte degli utenti ha dimostrato, ed aggiungo “ancora una volta”, che una buona idea associata ad un grande lavoro vale molto di più di soluzioni stand-alone (oppure, come le chiamo io, “pappette pronte”).
Riflettete gente, rifletteteci!
Dal sito Dynamick.it oggi scopro un’interessante sito che Google ha promosso per incentivare lo sviluppo di applicazioni in JavaScript.
Il sito in questione è Chrome Experiments ed altri non è che una raccolta di applicazioni JS fatte da volontari allo scopo di dimostrare le potenzialità del linguaggio. Qui gli sviluppatori si sono sbizzarriti a piacimento nella creazione di “effetti speciali” che a volte lasciano stupefatti.
A partire dall versione 4.5 delle librerie Qt, Nokia (l’attuale proprietaria del toolkit grafico multiplatform) le rilascerà sotto licenza LGPL, e non GPL come ha fatto finora. Cosa comporta tutto ciò?
Ricordiamo che i termini della GPL sono chiari: qualsiasi progetto che utilizza codice GPL deve essere rilasciato a sua volta sotto la licenza GPL. Questo è chiamato effetto virus. Ma mettiamoci nei panni di un’azienda che vuole utilizzare le librerie QT per un’applicazione chiusa (perché no?). Secondo la GPL non è possbile, e finora l’unica alternativa che avevano le aziende era acquistare da Nokia (e prima ancora da Trolltech) la licenza d’uso commerciale al ‘modico’ prezzo di 4950$ a sviluppatore.
La LGPL è, d’altra parte, meno restrittiva. Infatti i progetti derivanti da codice LGPL possono anche essere rilasciati sotto licenze differenti. Questo è un grande passo avanti per Nokia, che punta a spargere il più possibile le librerie Qt in ogni dove. Questa mossa le sarà sicuramente d’aiuto, e non andrà certo ad intaccare il patrimonio dell’azienda finlandese.